Alessandro Barbero - Caccia alle streghe

Jan 26, 2026 1 0

Description

Il video narra la tragedia della caccia alle streghe come un fenomeno storico complesso che, per oltre quattro secoli, ha mietuto migliaia di vittime, in grandissima parte donne. Sebbene radicata in antiche superstizioni, questa persecuzione divenne sistematica solo alla fine del Medioevo, quando la Chiesa iniziò a considerare la stregoneria un'eresia diabolica, diffondendo manuali d'istruzione come il celebre Malleus Maleficarum. Sorprendentemente, il culmine di questa violenza non avvenne nei "secoli bui", ma durante il Rinascimento, un periodo di fioritura scientifica e umanistica.

La gestione dei processi era affidata a personale "specializzato" come i frati inquisitori, ma in Italia, grazie alla centralizzazione del Sant'Uffizio nel 1542, si instaurò un controllo che limitò gli eccessi rispetto ad altre zone d'Europa. Attraverso i documenti dell'Archivio di Modena, emergono storie emblematiche: Orsolina "la Rossa", che fornì descrizioni dettagliate del Sabba prima di essere condannata al carcere domiciliare; Ginevra Gamberini, una meretrice che non confessò mai i sortilegi amorosi contestati; e Lucia Bertozzi, una levatrice vittima di maldicenze che riuscì a difendersi con ironia e forza d'animo, finendo infine esiliata.

Il video ricostruisce tre processi basandosi sui documenti dell'Archivio dell'Inquisizione di Modena:
1. Orsolina "la Rossa" (1539): Accusata di commercio col diavolo, fornì una ricca descrizione del Sabba. Dopo torture e confessioni, si pentì e fu condannata al carcere perpetuo nella propria casa.
2. Ginevra Gamberini (1603): Una meretrice accusata di sortilegi amorosi. Nonostante non avesse mai confessato, fu condannata a pene salutari (preghiere e digiuni).
3. Lucia Bertozzi (1634): Una levatrice vittima della maldicenza del suo paese. Si rivelò una donna forte, capace di ironizzare in tribunale, e fu infine condannata all'esilio.

In definitiva, la caccia alle streghe fu alimentata da una cultura del sospetto e della "fama pubblica" che portò al rogo circa 50.000 persone, concludendosi solo nel 1782 con l'ultima condanna documentata in Svizzera. Il fine ultimo del tribunale, tuttavia, non era sempre la morte, ma la pacificazione della comunità attraverso il pentimento e l'abiura dell'imputata.