"Le origini del totalitarismo" (1951) è un classico della filosofia politica e della politologia del Novecento. Per la Arendt il totalitarismo rappresenta il luogo di cristallizzazione delle contraddizioni dell'epoca moderna e insieme la comparsa in Occidente di un fenomeno radicalmente nuovo. Le categorie tradizionali della politica, del diritto, dell'etica e della filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari non si può descrivere nei termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità o di nichilismo realizzato, ma richiede una spiegazione "innovativa". Lungi dal presentare una struttura monolitica, l'apparato istituzionale e legale totalitario deve rimanere estremamente duttile e mobile, al fine di permettere la più assoluta discrezionalità. Per questo gli uffici vengono moltiplicati, le giurisdizioni tra loro sovrapposte e i centri di potere continuamente spostati. Soltanto il capo, e una cerchia ristrettissima di collaboratori, tiene nelle sue mani gli ingranaggi effettivi della macchina totalitaria. Nelle Origini tale macchina viene smontata e analizzata pezzo per pezzo: i metodi propagandistici, le formule organizzative, l'apparato statale, la polizia segreta, il fattore ideologico e, infine, il campo di sterminio, istituzione suprema e caratteristica di ogni regime totalitario.
Find this bookJan 22, 2023 1M 13K
New here? Create a new Account
Per la rubrica "Dietro le quinte della storia", il professor Alessandro Barbero parla del nipote americano di Hitler. Diventato cittadino americano ha prestato servizio nella marina americana durante la Seconda Guerra mondiale. Figlio di un fratello maggiore di Hitler, che era emigrato in america agli inizi del secolo, prova a ventanni di trasferirsi in Germania e ce ...
Gli irredenti di Trento e Trieste: circa 800 000 sudditi italiani parte dei quali anche arruolati nell'esercito. Interi reggimenti dell'esercito austriaco erano pertanto interamente italiani e, mandati a combattere sul fronte russo avevano finito per essere interamente catturati come prigionieri. L'Italia sarebbe da lì a poco entrata in guerra e si sarebbe tro ...
Alessandro Barbero ci racconta della eterna rivalità tra Italia ed Austria che sfociò nella Prima Guerra Mondiale e le sue conseguenze. Conferenza coordinata da Angelo Floramo. Evento organizzato dal Comune di Cividale. L'ostilità ancestrale tra Italia e Austria, che si distingue con l'ammirazione con la Germania. Per la propaganda e lo Stato Magg ...
Il Professor Barbero illusta che spinta ha dato la guerra mondiale alla scienza. La guerra oltre ai feriti aveva infatti provocato anche molti disturbi mentali. Un aspetto che oggi potrebbe essere considerato normale ma che all'epoca non era qualcosa di conosciuto. Proprio con la Prima Guerra mondiale ed un'esperienza nuova per gli esseri umani, ci si accorge che molt ...
La Triplice Alleanza e la guerra che noi chiamiamo 15-18 ma che tutto il mondo conosce come 14-18. L'Austria come nemico atavico a cui l'Italia dichiarerà guerra, sulla sensazione di un impero ormai in disgregazione ed impiegato pesantemente contro i Serbi nei balcani e contro i Russi in Polonia. L'esercito austriaco ha perso quasi un milione di uomini; l'Ital ...
“Caporetto” è una parola che, in Italia e non solo, è diventata sinonimo universale di disfatta. Un termine poco lusinghiero, carico di giudizi sommari, che ha finito per cristallizzare un’immagine semplicistica e ingiusta di uno degli eventi più complessi e drammatici della nostra storia. Caporetto è passata alla memoria ...
2026 © TuttoBarbero.