La conquista del West - Alessandro Barbero

Dec 15, 2025

Description

Dopo la Guerra Civile del 1865, gli Stati Uniti sono un paese ancora profondamente segnato dal conflitto, soprattutto nel Sud, dove si mantiene risentimento verso il Nord. Il presidente Ulysses S. Grant propone uno “svolgimento” per la nazione attraverso la colonizzazione delle terre occidentali, collegata in particolare alla costruzione della ferrovia transcontinentale. 

Questa espansione e l’idea di un nuovo inizio portano alla cosiddetta Conquista del West: un processo che porta milioni di coloni europei verso gli spazi ancora “vergini” delle pianure e delle montagne occidentali. Tuttavia, questa conquista implica inevitabilmente conflitti con i popoli nativi americani delle Grandi Pianure e delle Montagne Rocciose. 

Si parla delle tensioni e degli scontri tra gli Stati Uniti e i popoli indigeni, tra cui figure come il capo guerriero Cavallo Pazzo e l’invio di ufficiali come George Armstrong Custer per “controllare” l’area. 

Il racconto propone quindi una visione storica dei fattori politici, sociali e militari che spinsero la giovane Repubblica a guardare verso Ovest, i contrasti che ciò generò e le conseguenze per le popolazioni native.

La conquista del West - Alessandro Barbero - Suggested books
Francis Parkman

(Boston 1823-93) storico statunitense. La sua imponente opera storiografica è notevole sia per il rigore delle fonti e la novità dei materiali sia per il vigore espressivo. Il suo primo studio, La via alla California e all’Oregon (The California and Oregon trail, 1849) è il resoconto di un avventuroso viaggio nel West, ricco di osservazioni sul costume degli indiani Sioux e Pawnee. Nei nove volumi di Francia e Inghilterra nel Nord America (1851-92) P. ricostruisce il periodo delle guerre anglo-franco-indiane con una tensione epica che lo avvicina a W. Scott e a J.F. Cooper: le sue battaglie, ambientate nei vasti e selvaggi scenari del nuovo mondo, hanno un fascino romanzesco.

Dee Brown

1860 – 1890: è il trentennio della “soluzione finale” per il problema indiano, che approda alla distruzione della cultura e della civiltà dei pellerossa. In questo periodo nascono tutti i grandi miti del West, un’epopea ad esclusivo beneficio degli uomini bianchi. I racconti dei commercianti di pellicce, dei missionari, dei cercatori d’oro, delle Giacche Blu, degli avventurieri, dei costruttori di ferrovie e di città stendono una fitta coltre che nasconde la versione indiana sulla conquista del West.

I pellerossa costituivano l’antistoria, l’ostacolo al trionfo della nuova civiltà; per di più non sapevano scrivere nella lingua dei bianchi. Eppure la loro fievole voce non è andata perduta del tutto: alcuni ricordi hanno resistito al tempo in virtù della tradizione orale o per mezzo delle pittografie; dai verbali degli incontri ufficiali è possibile desumere illuminanti testimonianze; nelle rarissime interviste raccolte da giornalisti sono reperibili suggestive ricostruzioni di celebri e sanguinosi avvenimenti, e da sperdute pubblicazioni dell’epoca l’opinione dei pellerossa è potuta così giungere fino a noi.

Dee Brown ha fatto solo la sua parte di storico: la raccolta delle fonti, l’esame critico, la stesura della narrazione. Per la prima volta a parlare sono i pellerossa, dai grandi capi agli oscuri guerrieri; narrano come venne distrutto un popolo ed il mondo in cui viveva.